La fasciomafia

La propaganda razzista, l’omertà e le connivenze coi clan

“Buttiamoli fuori e l’Italia sarà sana!”. A fine gennaio una “passeggiata” neofascista nel quartiere Primavalle a Roma poneva all’indice i migranti come “colpevoli” di ogni degrado e criminalità.

fasci biani

Dopo il femminicidio di Pamela a Macerata e l’atto terroristico neofascista, in poche ore la propaganda xenofoba e razzista si è autoalimentata, accusando i migranti – indistintamente – di essere colpevoli di tutto: spaccio di droga, mafia, insicurezza, criminalità e degrado.

“Ci vengono a rubare e a stuprare le donne”. Ma poi la quasi totalità di violenze, abusi, femminicidi avvengono dentro le nostre italianissime mura domestiche, commessi da membri della famiglia o fidanzati – e siamo anche il Paese col record mondiale nel turismo sessuale, quindi nello sfruttamento di bambini in Asia e Africa. Ma su queste cose, silenzi su silenzi.

Il nemico è il migrante, chi calpesta da clandestino il “sacro suolo della Patria”. Basterebbe spazzare loro, e via anche mafie, degrado, spaccio, sfruttamento della prostituzione, schiavismo? Secondo gli xenofobi sì. Ma chi individua l’unico “colpevole di tutto” nel migrante è lo stesso che poi china il capo davanti a potenti e potentati, che si adatta a ogni sistema, è colui che col cappello in mano alimenta clientelismo e favoritismi, malaffare e malapolitica; e gira la testa dall’altro lato davanti alle nostre periferie. È lo stesso che non difenderà mai l’oppresso, ché non denuncia neanche chi avvelena lui e i suoi figli.

La grande massomafia, quella dei colletti bianchi e dei feudatari criminali, accetta tutto ciò. Per sicurezza, conforto, sostanzialmente le piace. E guai a chi denuncia, a chi non china il capo. Perché è colui che turba la pax borghese, crea scandalo, offende il decoro e insulta la propria terra.

La colpa sarà pure dei “negri”. Ma la cupola era sì nera ma politicamente. Una “fasciomafia” è stata definita dalla Procura inquirente di Roma. Quella che gravitava intorno a Carminati,  dei Nuclei Armati Rivoluzionari (neofascisti).  Difesa dalla campagna innocentista di un quotidiano di quell’area politica. Mentre un altro giornale, ha visto suoi redattori coinvolti nella stessa inchiesta.

È il processo che ha visto protagonista come difensore di Carminati – autore di insulti e diffamazioni contro Lirio Abbate, L’Espresso e tutti i giornalisti che hanno denunciato “Mafia Capitale” – il leader di Militia, Maurizio Boccacci. Che è stato tra i protagonisti della protesta nel giugno scorso davanti a Montecitorio contro lo Ius soli, e lo stesso che dopo l’aggressione alla troupe di Nemo si schierò con Roberto Spada.

Leggi il dossier completo su: http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/1009/La-grancassa-della-propaganda-razzista-che-si-lega-con-omerta-e-connivenze-con-mafie-e-non-solo.aspx

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