Impresentabili

La questione morale in Sicilia

Rosa ha cinquantacinque anni e non prende stipendio da diciannove mesi. Per pagare le bollette ha dovuto rivolgersi all’amico del tabaccaio, che dice di vendere i fiori ma in realtà presta i soldi. Forse venderà la casa e pagherà. L’ente di formazione seguiva un centinaio di ragazze. Poi ha chiuso, così, all’improvviso. Se si sono rubati i soldi a lei non è arrivato nemmeno un euro. E neanche alle ragazze che aspettano che i corsi riprendano.

Alfio ha dormito in macchina, adesso è in un b&b. Ma non può cucinare e ogni giorno va dalla suocera. Al bambino piace stare dalla nonna ma così non può continuare. Terzo in graduatoria per le case popolari, aspetta da sedici anni. Suo fratello ha pagato un tizio, ben protetto, e la casa gliel’hanno data. Occupata ovviamente. Ma non paga più nulla, finché il tizio non torna.

Salvatore lavora. Tredicesima e quattordicesima. Ferie e malattie. Hanno fatto licenziamenti ma a lui non l’hanno toccato. Laura, sua moglie, è incinta. Sono preoccupati. Ad Augusta tanti bambini nascono malformati o malati. È successo a sua sorella e anche alla cugina di Laura. Dice che sono il petrolchimico e gli impianti di Priolo: è l’acqua, è l’aria. Salvatore là lavora, e non ci dorme la notte.

catania mafia

In Sicilia da un po’ di tempo, in relazione alle elezioni regionali, si parla di impresentabili. Sarebbero impresentabili le donne e gli uomini candidati nonostante processi penali in corso, condanne, indagini della magistratura, segnalazioni alla commissione antimafia, parentele con esponenti mafiosi. Ma sono molti di più gli impresentabili in Sicilia. Sono coloro che hanno governato e amministrato negli ultimi decenni. Quelli che hanno saccheggiato le risorse pubbliche. Come quel Sindaco che non pagava gli stipendi alle lavoratrici degli asili nido ma nominava addetti stampa e consulenti con stipendi da favola. Sono quelli che hanno governato con logica predatoria gli enti pubblici. Come quel deputato regionale che infilava i suoi uomini in tutti i consigli d’amministrazione, dalla società dell’acqua a quella dei trasporti a quella delle pulizie.
Ci sono uomini in Sicilia che, con la fedina penale pulita e senza che intervenisse nemmeno un carabiniere, hanno reso ostaggio la Regione di una speculazione sul debito pubblico che renderà un incubo il futuro delle prossime generazioni: un crimine contro l’umanità. E ci sono tante persone oneste in Sicilia che sono sotto processo per aver difeso il diritto alla casa, perché sono salite su un tetto per difendere un posto di lavoro, che sono indagate per aver bloccato una strada contro l’inquinamento.
Ci sono tanti impresentabili in Sicilia, ma non è cosa di tribunali, non c’entrano nulla i capi d’imputazione o le indagini. C’è una questione morale in Sicilia che non si risolve davanti ai giudici ma davanti a Rosa, Alfio, Salvatore e ad altri milioni di donne e uomini siciliani che stanno subendo gli effetti di governi di predoni che hanno trasformato la Sicilia in un deserto. Donne e uomini che agognano un riscatto.

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