I “disagiati”

Catania, la protesta dei senza casa “Ci hanno tolto la dignità ma ce la riprenderemo”

“La messa è finita, andate in pace”, così recita il sacerdote mentre due soldati armati presidiano l’ingresso alla cattedrale di Catania. La facciata è piena di striscioni. Uno recita “l’emergenza non è abitativa ma dell’amministrazione Bianco”. Sul sagrato una donna, che chiameremo Anna, ha in mano una bomboletta spray e sta facendo un nuovo striscione.

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“Ciao, cosa scriverete su questo?”

“Di fatto li stiamo rifacendo, perché ieri notte la polizia ce li ha strappati. Hanno detto che potevano prendere fuoco per via dei fuochi d’artificio. La verità è che davano fastidio al decoro urbano e alla festa del sindaco, la sua festa!”.

“Eh già! Noi siamo venuti per darvi solidarietà. Ma non portiamo né panettoni né giocattoli. Solo un foglio di carta che parla anche di voi.”

“Grazie!”, Anna lo ripete più volte con un grande sorriso.

Le chiediamo come sono andati gli incontri con l’amministrazione comunale “Una farsa! Tanto per dire che ci hanno provato a farci andare via!”. Noi rispondiamo “non cedete e non vi dividete, loro vogliono questo. Non fatevi ubriacare dalle loro vane promesse elettorali!”.

“Non abbiamo nessuna intenzione di mollare!” dice convinta Anna, “Ci hanno tolto la dignità ma noi ce la riprenderemo”. Poi una stretta di mano e un “buon anno!”.

Mentre si va via, una cornamusa suona una nenia di Natale. La gente sta intorno a chi suona e forse si sente più buona. In fondo, è natale. Ma non si guarda indietro.

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