Giustizia per Maniaci

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L’udienza si svolgerà nell’aula 6 del primo piano della nuova sede del tribunale. Vista l’accelerazione dei tempi, la redazione di Telejato non può che esprimere l’auspicio che sia fatta subito giustizia e che Pino Maniaci sia riabilitato con un completo esame di tutto l’excursus costruito sulla sua persona per additarlo all’opinione pubblica come un criminale.

Siracusa. Rinvio a giudizio per i giornalisti della “Civetta” e dell’ “Isola dei cani”

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A Oddo vengono contestati quattro passaggi dei suoi articoli, secondo i magistrati contrari al vero. Il giornalista sostiene si tratti in realtà di imprecisioni (come l’aver scritto “atto costitutivo” anziché “visura camerale” e “della sorella” invece che “della sorella della moglie”). A Maiorca viene contestata una vignetta pubblicata nel dicembre del 2011 accanto a un articolo sulla vicenda dei veleni alla Procura, sul mensile L’Isola dei Cani. Nella vignetta è raffigurato di spalle un uomo che orina sulla statua raffigurante la dea della giustizia.  Maiorca sostiene che la vignetta non ha riferimenti specifici a persone.

Le bugie del giornale di Ciancio

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Nella realtà, Zermo fu l’ “amico” che, il giorno dopo l’assassinio, cercò di far passare Giuseppe Fava per un personaggio ambiguo e oscuro. E quello che, una volta che un mafioso sembrava disposto a raccontare qualcosa sull’agguato, lo intimidì pubblicandone nome cognome indirizzo e paternità, e inventandosi false storie per screditare la credibilità di costui.

Minacce dei razzisti, minacce dei mafiosi…

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“Orazio Vasta, sei convinto che non riusciremo a raggiungerti? Sono io quello che ti spaccherà il fegato”. Tra le minacce anche “Il comunismo internazionale non riuscirà a distruggere l’Europa bianca. A Catania, vi staneremo tutti “. Le minacce dei fasciorazzisti – che, in queste ore, hanno anche raggiunto il giornalista Andrea Palladino – non hanno intimidito il nostro compagno e tutte e tutti coloro che erano a conoscenza della situazione.

La roba dei mafiosi

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Se ci fosse una società civile – fatta da associazioni, comitati e movimenti sociali – davvero unita in quell’utopico (per certuni) fronte comune, pronto a cacciare via mafia, malapolitica e comitati d’affari collusi, tutto questo sarebbe accaduto? Un quesito che non è di oggi, ma che risale a tanti anni fa, dalla morte di Giuseppe Fava ai tanti episodi di intimidazione che tanti uomini e donne hanno subito. Chi ha una risposta a questa domanda, risponda senza retorica e carità di facciata, e soprattutto senza finta indignazione.

Per le strade di Bologna

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Giancarlo Siani, un altro “abusivo” della professione in un altro territorio di confine, quello di Torre Annunziata. Uno che diceva troppo su ciò che tutti preferivano tacere. Proponiamo la lettera che la redazione di Diecieventicinque ha pubblicato lo scorso febbraio, per continuare a fare il punto sul giornalismo etico, l’unico che vogliamo continuare a fare.

Cybermafiosi – Minacce su Facebook a Pino Maniaci

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Post su Facebook che inneggiano a Nitto Santapaola, e ad altri boss mafiosi. Dopo la segnalazione di Telejato per fare chiudere la pagina, ecco la minaccia plateale “Giornalista di merda la fine al posto di Fava dovevi farla tu”. È indirizzata a Pino Maniaci.

Nell’attesa che le indagini della magistratura individuino i responsabili di questi atti intimidatori, noi dei Siciliani Giovani ci stringiamo ancora una volta attorno a Pino e ai compagni di Telejato continuando quel giornalismo etico che abbiamo ereditato, con orgoglio, da Pippo Fava.

Il Capitano Mario Ciancarella radiato con la firma falsa di Pertini

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L’Associazione Antimafie Rita Atria, con orgoglio, da 22 anni (da quando è stata fondata), lotta accanto a Mario Ciancarella senza mai retrocedere di un solo passo. Nonostante tutto e tanti, troppi “consigli”. Il Tribunale Civile di Firenze ha confermato i dubbi del Capitano Ciancarella (e anche i nostri): la firma del Presidente Pertini che compare sul quel decreto e’ un volgare falso.