Le stanze che non abitiamo

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Stanze vicine di case diverse

All’incirca al tempo in cui Margherita Emme scoprì con disappunto e un po’ di piacere che in effetti – e nonostante tutto – amava Fabio Bì e decideva mettendosi il calzino sinistro di andare a riprenderselo, in un palazzaccio al numero 40 di Via ///, il vecchio, Viola e Nazario abitavano tre stanze vicine di case diverse.

 

Catania, l’Oasi che non c’è

Un tratto dell'area per come dovrebbe essere: boschetto, spiaggia pulita e mare. Protetta e accessibile a tutti

O meglio: “perle ai porci”.

La passeggiata a mare costeggia il boschetto, nessun lido, nessuna costruzione in cemento visibile agli occhi. Un mare libero, con tanto di verde dietro, l’Etna sullo sfondo… Un vero paradiso. E invece nel bosco, tra i canneti, in spiaggia, nel fiume, tracce di un ignobile passaggio umano e all’orizzonte, ben visibili, gli orribili scheletri delle loro tane. Siamo all’Oasi del Simeto.

I fatti rispetto a qualche giorno fa non sono cambiati

Pino Maniaci_01

“La notizia che fa tremare l’antimafia e che fa brindare i mafiosi e non solo: Pino Maniaci indagato perché avrebbe ammorbidito l’attenzione sul lavoro dei sindaci di Partinico e Borgetto in cambio di soldi e di posti di lavoro.”

“Una giornata a Telejato. Se un osservatore fosse stato presente a Telejato il giorno 29 dicembre del 2014, avrebbe visto arrivare alle 11 del mattino una dozzina di persone, infervorate a discutere tra loro.”

 

Tute blu per chi non annega nel Mediterraneo

Sbarco immigrati 29 aprile 2016 - 01

Migranti al porto di Catania

La nave ha tratto in salvo oltre trecentocinquanta naufraghi africani. Oltre le transenne pochi giornalisti e cameraman restano in attesa che qualche rappresentante dell’amministrazione locale, probabilmente troppo impegnato a prepararsi ad accogliere a braccia aperte il presidente del consiglio Matteo Renzi, si faccia vivo per rilasciare una dichiarazione, ma nulla di fatto. Certo, pur sempre di accoglienza stiamo parlando.

Una giornata particolare

cortile

Avanguardisti, Balilla, Piccole Italiane e Colletti Bianchi gremivano dalle prime ore del mattino Piazzale Renzi, davanti alla stazione ferroviaria, dove una folla di popolo attendeva l’arrivo del Capo del Governo e Fondatore del Partito della Nazione, in visita in questa bella terra di Sicilia. Appena il treno è entrato sbuffando nella stazione e la banda ha cominciato a suonare “Precariezza” una selva di mani si è levata nel saluto toscano mentre il Podestà Vincenzo Bianco, con la fascia littoria stretta alla vita, si preparava a dare all’illustre ospite il saluto della Catania renzista.

Non dimenticarmi

Fausto Podavini

L’Alzheimer è una malattia comune a tantissime famiglie nel mondo, destinata ad aumentare. Eppure c’è ancora tanta ignoranza intorno ad essa e l’ignoranza aumenta la sensazione di impotenza, moltiplica il dolore e l’incertezza

In attesa del miracolo, l’ordinaria illegalità

Piazza Stesicoro, pomeriggio del 4 febbraio. Il arcivescovo Salvatore Gristina prima del discorso ai fedeli che terra' da sopra il fercolo sotto la pioggia

Ed ecco che arriva la madre di tutte le feste: Sant’Agata. Quattro giorni che tra folclore, religiosità e paganesimo faranno dimenticare le malefatte di Bianco. Alte uniformi, vescovo e il sindaco in carrozza, candelore sotto il controllo delle forze dell’ordine, ordinanze per portatori dei ceri e per le bancarelle abusive. Ordinanze regolarmente disattese sotto gli occhi del sindaco, dell’irremovibile cavaliere e maestro della festa commendatore Maina e del Comitato per la legalità nella festa di Sant’Agata. Ma che importa!

Catania libera dalle mafie

Bianco dimettiti

Corteo Cittadino 30 gennaio 2016. Dall’assemblea al Gapa del 5 gennaio è cominciato un cammino. Molti gruppi di base, senza partiti, hanno risposto all’appello dei Siciliani giovani. Ecco il nostro reportage fotografico.