Come volevasi dimostrare

«Ne è sicuro, Presidente?». «Sì, la soluzione per uscire dalla crisi è il teorema di Morganstaller Kreutzmann, con un parametro pari a 2,78». «2,78?»…

«Abbiamo rielaborato i dati ancora oggi pomeriggio, abbiamo impiegato computer particolarmente potenti».

Il Presidente diede tempo ai Ministri seduti attorno al grande tavolo da riunio­ni di assimilare la notizia e, dopo aver loro rivolto uno sguardo, «Allora siamo d’accordo?».

Ci furono muti cenni di assenso.

«Bene, variamo la manovra».

Premette un pulsante alla sua destra e sugli schermi cominciarono a rincorrersi pagine che annunciavano le variazioni appena apportate: tassi di interesse che diminuivano, pensioni che calavano e si allungavano, salari e tredicesime che di­magrivano.

Il deficit calava, l’Europa approvava. La Borsa saliva dello 0,12%.

Sorrisero.

Dal frigo bar furono estratte due botti­glie di Prosecco, con bicchieri di comune vetro. Brindarono, con sobrietà.

Poi cominciarono ad apparire le ultime notizie d’agenzia. Una pensionata, a cau­sa della testé approvata manovra si era vista ridurre l’assegno e si era buttata sotto il treno della metropolitana mentre quattro fabbriche, sette imprese commerciali, sei cantieri edili e nove agenzie d’assicurazioni chiudevano simultaneamente nella provincia di Ragusa. I lavoratori licenziati cominciarono a bloccare la statale.

Al vedere quelle notizie un grande Mi­nistro lasciò il bicchiere e il Prosecco, riavvitò la stilografica (Montblanc, ov­viamente), la infilò nel taschino, ripose le sue carte nella borsa di pelle pregiata, disse «Mi dissocio dalla manovra», si alzò e uscì dal Consiglio.

L’Europa cominciò a nutrire dubbi.

Le Borse cominciarono a nutrire forti dubbi.

Un industriale brianzolo strozzato dai debiti, nel frattempo, fece harakiri con un coltello da macellaio nella piazza centra­le della sua cittadina spargendo sangue a fiotti sul selciato. In base ad un corollario del teorema di Morganstaller Kreutz­mann la vedova si vide recapitare una tassa sullo smaltimento di rifiuti organici maggiorata del 24,3% a causa degli oneri straordinari sopraggiunti.

Due altri ministri, a questo punto, si dissociarono.

L’Europa criticava.

La Borsa perdeva.

Un depravato, che però era stato anche lui Presidente, dichiarò che ai suoi tempi tutto questo non succedeva.

Sugli schermi scorrevano immagini di manifestazioni.

«Potete alzare l’audio? – chiese il Pre­sidente a coloro che erano vicino allo schermo – non sento bene.».

«Presidente, forse sarebbe il caso di abbassarlo».

Le grida, infatti, provenivano dalla piazza. Ed erano via via più alte e distin­te.

Si alzarono, andarono vicino alle fine­stre. Non si riusciva a capire granché: fumo, confusione, qualche fiamma qua e là.

«Sono quelli dei forconi?».

«A dir la verità vedo pure asce, picco­ni, mazze ferrate. Anche qualche matta­rello, laggiù sulla destra.»

Un inserviente ritirò le bottiglie di Pro­secco e se le portò di là, per finirle più tardi in santa pace.

«Sapete – il Presidente parlò dopo un lungo silenzio – comincio a pensare che forse abbiamo commesso qualche errore».

«Lei crede, Presidente?»

«Sono del parere che forse dovevamo considerare un parametro non inferiore a 3,07».

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