Catania, vincono i comitati. Il Bastione degli Infetti è salvo

Niente bambinopoli nel sito archeologico. Ma i soldi che fine faranno?

Alla fine nessuna rete elettro-saldata e nessuna piattaforma di cemento verrà posizionata al Bastione degli Infetti, sito archeologico della città di Catania, antico bastione appartenente alla cinta muraria di Carlo V del XVI secolo.

A lanciare l’allarme all’inizio del mese scorso era stato il Comitato Popolare Antico Corso che aveva chiamato a raccolta associazioni, comitati, soggetti politici per denunciare il tradimento di un percorso di partecipazione avviato da anni e lo stravolgimento delle funzioni del Bastione degli Infetti.

Il Comune di Catania nel dicembre 2016, in fretta e furia, per non perdere i finanziamenti regionali destinati a progetti determinati con percorsi di “democrazia partecipata” aveva avviato, attraverso un iter amministrativo con molte ombre, il progetto di riqualificazione dell’area a verde del Bastione. Secondo l’Amministrazione Comunale l’area archeologica intorno al Bastione, dove studi storici collocano il Tempio di Cerere e l’acropoli greca, una delle pochissime zone del centro storico dove è possibile svolgere indagini archeologiche, sarebbe dovuta diventare una bambinopoli: le antiche mura sarebbero dovute essere celate da grandi alberi e l’area del bastione in parte cementificata in modo da disporre panchine e giochi per i bambini.

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Quando il Comune chiese alla città durante le vacanze di Natale 2016, con una singolare concezione della partecipazione dal basso, di inviare un’email per scegliere il progetto da realizzare attraverso i fondi regionali vincolati nessuno era al corrente che “Riqualificazione del Bastione degli Infetti e della Torre del Vescovo” avrebbe significato snaturare quelle aree.

Attorno al Comitato Popolare Antico Corso si sono stretti in tanti, anche consiglieri di quartiere, consiglieri comunali, deputati regionali. Nel frattempo anche la Soprintendenza ai Beni Culturali è intervenuta, intimando al Comune di rivedere totalmente il progetto e chiedendo all’amministrazione di impegnarsi nella valorizzazione dell’area archeologica del Bastione.

Durante i numerosi incontri con il Capo di Gabinetto del Sindaco e l’Assessore al ramo la richiesta è stata unanime: preservare la funzione monumentale del sito, incentivare le indagini archeologiche sull’area e destinare a bambinopoli una delle tantissime aree del quartiere Antico Corso, oggi abbandonate, degradate o trasformate in parcheggi. Il grande imbarazzo dell’amministrazione comunale, alla fine, si è trasformato in buon senso: il Bastione degli Infetti è salvo. La soddisfazione del Comitato Popolare Antico Corso è stata espressa proprio davanti al Bastione mercoledì 5 luglio durante un incontro con cittadini, associazioni e stampa.

“Una bella notizia ma soprattutto un’occasione per sviluppare un’azione su tutta l’area archeologica della Purità, sull’arena del Centro Sociale Experia, sgomberato e abbandonato, su quelle aree del Bastione degli Infetti ancora chiuse” dichiarano i rappresentanti del Comitato. “Adesso che al Comune sembrano aver capito l’importanza dell’area è il momento di attivarci perché l’attenzione non rimanga confinata dentro le mura del Bastione. L’Antico Corso ha patrimoni immensi da valorizzare, luoghi da aprire, spazi da rendere fruibili agli abitanti del quartiere”. Una vittoria quella del Comitato Antico Corso e di tutti quelli che gli sono stati accanto che apre la strada a nuovi impegni per il quartiere. Come dimostrato, si può vincere, le cose possono cambiare. Nonostante tutto.

Unica incognita rimasta riguarda l’utilizzo delle risorse. Il progetto infatti prevedeva la spesa di 200mila euro in giochi, alberi, cemento. Che fine faranno queste risorse, con i lavori largamente ridimensionati? Su questo alcune associazioni si preparano a chiedere chiarimenti e ad attendere risposte certe dall’amministrazione.

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