Catania – Uniti per la casa

Via Calatabiano: come si resiste, da due anni

“Noi stiamo andando avanti perché siamo uniti. L’inizio è stato così difficile da non potersi descrivere, c’erano persone non abituate a vivere in una comunità. Inizialmente ogni nucleo familiare aveva una stanza, con una cucina comune, mangiavamo sempre insieme con delle grandi tavolate. Adesso ogni famiglia ha un suo appartamento. Dopo due anni abbiamo raggiunto un risultato che non mi aspettavo. Siamo sotto questo cielo e quello che viene noi ci prendiamo, di certo non vogliamo far dormire i nostri bambini in strada”.

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Mauro è appena tornato da una giornata di lavoro, fa il muratore quando trova l’occasione. “Quando siamo entrati eravamo circa venti persone, di quelle venti persone è rimasto solo un nucleo familiare adesso, gli altri si sono aggiunti dopo tramite lo sportello Casa per tutti”. Dal palazzo si affacciano dei bambini, incuriositi dalle voci che arrivano dalla strada, dei vestiti sono stesi ad asciugare in un balcone, vicino a uno striscione di protesta. “Qui ci sono in tutto dodici bambini, io ne ho due. Antonella, quella signora che hai conosciuto prima e che ha la battuta sempre pronta, ne ha tre”. Il palazzo al numero 49 di Via Calatabiano a Catania da due anni è occupato da famiglie come quella di Mauro, che lottano per avere una casa “Ho richiesto la casa popolare nel 2005, il mese scorso ho visto la graduatoria ed ero cinquantesimo nella lista, forse a fine anno assegneranno degli appartamenti a Librino e dovrei rientrarci”.

Un signore di mezza età e un ragazzo colorano di verde il portone di ingresso del palazzo scherzando con i pennelli in mano. Si cerca di abbellire l’edificio, e di tenere pulito il quartiere e il parco dove giocano i bambini. Antonella, sua sorella e la loro amica Debora, puliscono le panchine del parco e poi le pitturano, con l’aiuto di altri volontari. Un segno di gratitudine verso un quartiere che li ha accolti. “Le persone del vicinato ci hanno aiutato sin dall’inizio, come il panettiere e il tabacchino, che capiscono la nostra situazione. Cerchiamo di arrangiarci con quello che possiamo, qualsiasi lavoro ci capita noi lo facciamo, soprattutto nel periodo in cui i bambini vanno a scuola. Per fortuna i bambini tra di loro sono felici e vanno d’accordo”. Antonella sorride e scherza con tutti, le battute volano da un marciapiede all’altro mentre si dirigono verso la piazza per dare vita all’iniziativa. Si respira aria di comunità.

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“Sono qui da quasi due anni, viviamo giorno per giorno con la paura di essere cacciati. Cerchiamo di darci forza, perché quando abbiamo paura noi la trasmettiamo ai bambini, cerchiamo di non farli spaventare ma loro capiscono tutto. Abbiamo già vissuto esperienze come queste e riusciamo a resistere”. Come le famiglie di via Calatabiano a Catania tanti altri non hanno un tetto. “Ci piacerebbe conoscere le altre famiglie che qui a Catania non hanno una casa, perché una mano lava un’altra mano”, dice speranzosa Antonella.

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