Cybermafiosi – Minacce su Facebook a Pino Maniaci

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Post su Facebook che inneggiano a Nitto Santapaola, e ad altri boss mafiosi. Dopo la segnalazione di Telejato per fare chiudere la pagina, ecco la minaccia plateale “Giornalista di merda la fine al posto di Fava dovevi farla tu”. È indirizzata a Pino Maniaci.

Nell’attesa che le indagini della magistratura individuino i responsabili di questi atti intimidatori, noi dei Siciliani Giovani ci stringiamo ancora una volta attorno a Pino e ai compagni di Telejato continuando quel giornalismo etico che abbiamo ereditato, con orgoglio, da Pippo Fava.

Bavaglio sul processo a Telejato

foto Pietro Marino

Il 19 luglio, nell’anniversario della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta, il tribunale di Palermo terrà la prima udienza relativa ai rinviati a giudizio dell’operazione Kelevra, cioè Maniaci e altri nove imputati. Questi nove sono sotto processo essenzialmente per estorsione mafiosa, l’intenzione di chi dirige le operazioni della procura è chiara: Maniaci va trattato come mafioso e omologato ai mafiosi sotto processo. A questo si aggiunge all’emittente Radio Radicale non è stato dato il consenso di registrare il pubblico dibattimento. Che cosa si vuole nascondere? Di che cosa ha paura il tribunale di Palermo?

Libertà di stampa – Telejato assediata vuole continuare

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Constatata la difficoltà di potere svolgere serenamente un lavoro che per la sua specifica identità antimafia, anticorruzione e antillegalità non può che essere esposto a ritorsioni, considerato che gli ostacoli non vengono soltanto dal sottobosco mafioso, ma persino da chi dovrebbe apprezzare e tutelare il tuo lavoro, “in nome della legge”, ciò che resta è mettersi il bavaglio e rinunciare a trasmettere o continuare alla disperata in attesa che dall’alto qualcuno non disponga la chiusura definitiva o in attesa di una dichiarazione di fallimento. Stile Turchia. Noi non siamo più disposti a farci macinare né dalla Saguto né dai suoi amici, né da tutti quelli che si abbuffano al tavolo dei beni sequestrati a presunti mafiosi.

Pino Maniaci va di nuovo via

pino-maniaci-telejato_foto Pietro Marino

Aspettiamo di conoscere le motivazioni, ma intanto la giustizia, se così la si può chiamare, va avanti con questa assurda trovata, il cui obiettivo, nemmeno tanto nascosto, è quello di arrivare al più presto alla chiusura dell’emittente… A questo punto c’è solo da decidere se chiudere e arrivare a un definitivo “abbiamo trasmesso” o se continuare una battaglia per la verità e contro la mafia che, a quanto pare, non è compito dei giornalisti portare avanti.

“Questa televisione s’ha da chiudere!”

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Ancora manovre per condurre Telejato verso la chiusura

Ricordate Don Abbondio nei Promessi sposi? “Questo matrimonio non s’ha da fare”. E qua il don Abbondio della situazione, di quelli che in Italia abbondano e sono specializzati per prendersela con le persone che a loro danno fastidio, soprattutto le più deboli, ha deciso “Questa televisione s’ha da chiudere”.

L’antimafia vera e quella fasulla

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Tragediatori, opportunisti, professionisti, volontari, attivisti e altro

L’antimafia non ha stagioni, non ha autunno: essa vive lì dove la gente non riesce a soddisfare i suoi elementari bisogni, dove c’è fame di lavoro, di giustizia, di legalità, di nonviolenza, d’informazione corretta, di educazione e di formazione. È l’antimafia sociale. Ma queste cose chi ha militato a sinistra dovrebbe saperle. Purtroppo, proprio a sinistra esiste l’inveterata abitudine a dividersi, a credere che ognuno sia depositario della verità assoluta.

L’editoria, i piccioli, Maniaci e Giacchetto

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Dal punto di visto giornalistico bisognerebbe chiedersi come mai solo alcune testate e non altre hanno ricevuto dei soldi grazie al “sistema Giacchetto”. Perché allora nessuno si è posto questa domanda e di questo processo si è parlato così poco? Meglio interessarsi alle “mille lire”? E i milioni di euro pagati con soldi pubblici ce li scordiamo?
La parabola della pagliuzza e della trave non renderebbe a sufficienza la disparità di chiarezza nel trattamento delle due vicende. Maniaci e Giacchetto diventano due paradigmi per capire il funzionamento dell’editoria in Sicilia.

I fatti rispetto a qualche giorno fa non sono cambiati

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“La notizia che fa tremare l’antimafia e che fa brindare i mafiosi e non solo: Pino Maniaci indagato perché avrebbe ammorbidito l’attenzione sul lavoro dei sindaci di Partinico e Borgetto in cambio di soldi e di posti di lavoro.”

“Una giornata a Telejato. Se un osservatore fosse stato presente a Telejato il giorno 29 dicembre del 2014, avrebbe visto arrivare alle 11 del mattino una dozzina di persone, infervorate a discutere tra loro.”