“Giochiamo a guardie e ladri?”

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“È un anno che sono qui in Grecia”. Uno di loro si ferma a parlare alla fermata dell’autobus, ansima a bocca aperta mostrando i denti, eccitato dalla corsa. “E da un anno provo a scavalcare quella rete”. Saif è scappato dall’Iran tempo fa. Ha il viso rettangolare con un pizzetto scuro attorno a un sorriso bianchissimo e tiene i capelli lunghi raccolti da un elastico. È alto, ha un fisico da cavaliere, potrebbe avere trent’anni. Il sole non lo aiuta a recuperare il fiato e l’asfalto davanti al porto di Patrasso gli butta in faccia l’aria umida e calda.

Sulla rotta balcanica dei migranti

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È uno strano miscuglio quello che si è creato sull’isola. In questo limbo c’è anche del potenziale: tutte le persone passate per la Grecia e incontrate nelle tappe precedenti ne raccontano le enormi difficoltà, ma parlano anche del lavoro dei volontari e di tutte le persone che li hanno aiutati durante il percorso. Anche i rifugiati lasciano la propria impronta su questa terra e sulla vita delle persone che la abitano: gli esperimenti comunitari come il Mosaik o il centro di Pikpa ne sono la testimonianza più positiva.

Per sopravvivere Ridge deve inventarsi qualcosa

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Ai richiedenti asilo non è concesso di lavorare fino all’ottenimento del soggiorno. Il decreto Minniti, approvato pochi mesi fa, introduce – tra la presentazione della domanda e l’ottenimento del permesso – il rilascio di un documento che permette ai migranti di essere impiegati in lavori socialmente utili, ovvero senza ricevere alcun compenso.

Occidente – L’età dell’Acquario

Migranti aspettano lo sbarco al posto di Catania sulla nave Aquarius - foto di Alessandro Romeo

Il 5 aprile la nave umanitaria Aquarius riceve dal MRCC di Roma la segnalazione di un gommone in difficoltà in area SAR, a ridosso delle coste Libiche. A fine giornata saranno quattro i gommoni soccorsi e quattrocentotrentadue le persone salvate, tra loro donne incinte e minori non accompagnati. I migranti raccontano di violenze estreme subite in Libia, torture nei centri di detenzione, violenze sessuali. Verranno sbarcati il 7 aprile al porto di Catania, sede Frontex.

A Messina una megatendopoli per migranti nell’ex caserma “Gasparro”

tra le mani il biglietto, foto Mara Trovato

Qualche mese ancora e l’ex caserma “Gasparro” di Messina, nel rione Bisconte, sarà trasformata in uno dei maggiori centri in Italia per l’accoglienza forzata dei migranti, in attesa che le autorità decidano della loro eventuale ricollocazione in altre strutture per richiedenti asilo in Europa o – per la stramaggioranza di essi – la deportazione nei paesi d’origine.

Il diritto alla vita non si può cancellare

porto di catania 5 ottobre 2016, foto Alfonso DiStefano

I 1004 migranti che stanno scendendo dalla Dattilo, stamattina sono diventati 1007 poiché tre donne hanno partorito tre nuove vite . In pochi giorni sono stati salvati oltre 10.000 migranti, ma purtroppo i cadaveri recuperati in queste ore sono ventotto. A pochi giorni dal tragico anniversario del 3 ottobre 2013 esprimiamo il nostro disgusto per le ipocrite “celebrazioni” da parte di istituzioni, che sono le principali responsabili di questo massacro

Servizi pro-rifugiati a Messina

sbarco rifugiati del 28 maggio al porto di Catania (foto Francesco Nicosia)

La grande abbuffata

Tutti insieme amorevolmente. Un mixer di buone, meno buone e cattive pratiche di assistenza e sostegno sociale. La maxicoop lucana onnipresente in mezza Italia nella gestione dell’affaire migranti e le piccole cooperative locali riconvertitesi alle emergenze accoglienza.

Riprende il “gioco dell’oca”

Al confine di Ventimiglia, foto lavoroculturale.org

Minori eritrei alla disperata ricerca di un’accoglienza degna in Italia

Ieri pomeriggio siamo venuti a conoscenza della deportazione al Cara di Mineo di cinquantadue migranti, rastrellati il giorno prima a Ventimiglia e subito trasferiti con un volo da Genova a Catania. Durante il nostro monitoraggio del transito e delle partenze dei migranti nella zona della Stazione catanese, abbiamo avuto modo di dialogare con sei di questi, che erano minori eritrei non accompagnati, arrivati in Sicilia alcuni mesi fa.

Indagato a Bari il businessman dei migranti della città dello Stretto

Lo stretto di Messina, fonte web

Frode in pubbliche forniture. E’ questo il reato contestato dalla Procura della Repubblica di Bari a quattro noti imprenditori del business accoglienza migranti e richiedenti asilo relativamente alla gestione di uno dei centri d’accoglienza – lager  più tristemente noti in Italia, il CARA di Bari Palese