Operazione antimafia Beta a Messina

campetto sportivo a Fondo Fucile - fonte caritasdiocesanamessina.it

Silenzio, silenzio, silenzio. A Palazzo Zanca nessuno è disponibile a rilasciare una sola parola su uno degli stralci più controversi dell’ordinanza di custodia cautelare della DDA di Messina relativa all’operazione antimafia Beta che ha colpito i “presunti” uomini-guida della cellula criminale messinese strettamente legata alla famiglia di Cosa nostra dei Santapaola.

Mafia a Messina: riprese le udienze del processo Torrente

Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, fonte web

È ripreso il 3 luglio davanti al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, il processo Torrente che vede imputati il chirurgo Salvatore Lopes, ex sindaco del Comune di Furnari, Tindaro Calabrese, personaggio di spicco della famiglia mafiosa dei barcellonesi, il controverso collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, la sorella Vincenza, gli imprenditori Arcidiacono Leonardo, Sebastiano Geraci e Roberto Munafò. Sullo sfondo le elezioni amministrative del 2007

Le mani di Cosa nostra catanese su Messina

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L’operazione antimafia “Beta” del Ros dei carabinieri sgomina una cellula di Cosa nostra catanese, sovraordinata rispetto ai clan che tradizionalmente operano nei quartieri cittadini. L’indagine, avviata nel 2013, coinvolge professionisti, l’ex presidente dei costruttori di Messina, imprenditori, titolari di società, funzionari del Comune: tutti connessi da un disegno di gestione di interessi economici illeciti contrassegnati da riservatezza e reciproca affidabilità.

 

A Messina una megatendopoli per migranti nell’ex caserma “Gasparro”

tra le mani il biglietto, foto Mara Trovato

Qualche mese ancora e l’ex caserma “Gasparro” di Messina, nel rione Bisconte, sarà trasformata in uno dei maggiori centri in Italia per l’accoglienza forzata dei migranti, in attesa che le autorità decidano della loro eventuale ricollocazione in altre strutture per richiedenti asilo in Europa o – per la stramaggioranza di essi – la deportazione nei paesi d’origine.

Ma l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi fa risparmiare o no?

fonte Comitato mamme per la vita di Saponara (Me)

Sono passati tre mesi dall’inaugurazione renziana dell’elettrodotto tra Sicilia a Calabria, ma i prezzi del MWh dell’isola continuano a rimanere molto più alti rispetto a quelli nazionali. Il 28 maggio scorso Renzi avviò a Favazzina, in Calabria, il contestatissimo elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi. Un’opera da settecento milioni di euro, che avrebbe dovuto far recuperare quanto speso molto velocemente.

Il Nursind Sicilia si schiera a fianco dei lavoratori

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“Non ci faremo intimidire”

Dopo l’attacco dei dirigenti delle Asp locali ai danni dei rappresentanti del sindacato a Messina e Agrigento, il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, decide di intervenire per verificare se vi sono i presupposti per un’azione legale.

Messina, crocevia delle mafie

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cosa nostra palermitana, cosa nostra catanese e la ‘ndrangheta calabrese

È questa la fotografia scattata dalla Direzione Investigativa Antimafia, nella sua ultima relazione semestrale presentata al Parlamento Italiano, sulla presenza delle organizzazioni criminali nel territorio della ex provincia di Messina. Tradizionalmente i gruppi mafiosi sono stati principalmente operativi nella fascia tirrenico-nebroidea, che risulta essere controllata dalle famiglie barcellonese e tortoriciana, strutturalmente organizzate e operanti in maniera del tutto omologa a cosa nostra palermitana.

Definitiva la condanna di Antonio Franco Cassata per diffamazione

Adolfo Parmaliana, foto Dino Sturiale

L’ex procuratore generale di Messina riconosciuto autore del dossier infamante sul professor Adolfo Parmaliana morto nel 2008

Dopo quattro anni di udienze, l’ex Procuratore Generale di Messina Antonio Franco Cassata è stato condannato, in via definitiva, per diffamazione pluriaggravata nei confronti del professor Adolfo Parmaliana. Ad un’ammenda di 800 euro, anche se il pm aveva chiesto una condanna a tre mesi – e al risarcimento alla famiglia da stabilire in sede civile, certo. Ma comunque una sentenza storica.

Emergenza rifiuti in Sicilia

rifiuti per strada, Messina, foto Dino Sturiale

L’involuzione del “sistema”

“La responsabilità nella gestione dei rifiuti del governo della regione è chiarissima, per inadempienze, effetti economici e disastri gestionali e ambientali”. Questo il lapidario commento del professor Aurelio Angelini davanti alla “ennesima” situazione di “emergenza” rifiuti che in queste ore impazza sui media isolani.

Beni confiscati gestiti dalla mafia

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Colpito il clan di Giostra a Messina

L’operazione interforze ha interessato le province di Messina, Catania, Enna, Mantova e Cagliari e ha portato in carcere 24 persone accusate di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, detenzione illegale di armi, esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, corse clandestine di cavalli e maltrattamento di animali e altro, aggravati dalle modalità mafiose.