L’accoglienza negata

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La malaccoglienza a Messina e provincia è un affare da milioni di euro per i soliti noti, businessmen della ristorazione o piccoli (ex) imprenditori turistici a rischio fallimento. Un modello di riproduzione di sfruttamento e precarietà di giovani e non, istruiti e disoccupati, ottime clientele per ogni tornata elettorale. Anche l’ampliamento dei posti-cella per migranti nell’ex Caserma di Bisconte si è rivelato un buon affare.

Matrioske e scatole cinesi

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Ancora una volta a Messina sono l’edilizia pubblica e privata e le opere di cementificazione del territorio a rappresentare il pozzo di san Patrizio dei vecchi e nuovi gruppi criminali mafiosi. Nelle mire, in particolare, ci sono alcuni dei progetti fiore all’occhiello dell’Amministrazione comunale di Renato Accorinti sindaco.

Saccheggiare il territorio e vivere contenti

Torrente Trapani

Il progetto di realizzazione del megacomplesso edilizio da parte del duo Residenza Immobiliare – Carmel Srl nel torrente Trapani è stato al centro di una complessa indagine giudiziaria. Il 13 luglio 2016, sei mesi prima cioè del tavolo tecnico in Comune, la Seconda sezione penale del Tribunale di Messina, presidente il dottor Mario Samperi, ha emesso una pesante sentenza di condanna in primo grado a danno di alcuni degli imputati.

Operazione antimafia Beta a Messina

campetto sportivo a Fondo Fucile - fonte caritasdiocesanamessina.it

Silenzio, silenzio, silenzio. A Palazzo Zanca nessuno è disponibile a rilasciare una sola parola su uno degli stralci più controversi dell’ordinanza di custodia cautelare della DDA di Messina relativa all’operazione antimafia Beta che ha colpito i “presunti” uomini-guida della cellula criminale messinese strettamente legata alla famiglia di Cosa nostra dei Santapaola.

Mafia a Messina: riprese le udienze del processo Torrente

Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, fonte web

È ripreso il 3 luglio davanti al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, il processo Torrente che vede imputati il chirurgo Salvatore Lopes, ex sindaco del Comune di Furnari, Tindaro Calabrese, personaggio di spicco della famiglia mafiosa dei barcellonesi, il controverso collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, la sorella Vincenza, gli imprenditori Arcidiacono Leonardo, Sebastiano Geraci e Roberto Munafò. Sullo sfondo le elezioni amministrative del 2007

Le mani di Cosa nostra catanese su Messina

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L’operazione antimafia “Beta” del Ros dei carabinieri sgomina una cellula di Cosa nostra catanese, sovraordinata rispetto ai clan che tradizionalmente operano nei quartieri cittadini. L’indagine, avviata nel 2013, coinvolge professionisti, l’ex presidente dei costruttori di Messina, imprenditori, titolari di società, funzionari del Comune: tutti connessi da un disegno di gestione di interessi economici illeciti contrassegnati da riservatezza e reciproca affidabilità.

 

A Messina una megatendopoli per migranti nell’ex caserma “Gasparro”

tra le mani il biglietto, foto Mara Trovato

Qualche mese ancora e l’ex caserma “Gasparro” di Messina, nel rione Bisconte, sarà trasformata in uno dei maggiori centri in Italia per l’accoglienza forzata dei migranti, in attesa che le autorità decidano della loro eventuale ricollocazione in altre strutture per richiedenti asilo in Europa o – per la stramaggioranza di essi – la deportazione nei paesi d’origine.

Ma l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi fa risparmiare o no?

fonte Comitato mamme per la vita di Saponara (Me)

Sono passati tre mesi dall’inaugurazione renziana dell’elettrodotto tra Sicilia a Calabria, ma i prezzi del MWh dell’isola continuano a rimanere molto più alti rispetto a quelli nazionali. Il 28 maggio scorso Renzi avviò a Favazzina, in Calabria, il contestatissimo elettrodotto Terna Sorgente-Rizziconi. Un’opera da settecento milioni di euro, che avrebbe dovuto far recuperare quanto speso molto velocemente.

Il Nursind Sicilia si schiera a fianco dei lavoratori

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“Non ci faremo intimidire”

Dopo l’attacco dei dirigenti delle Asp locali ai danni dei rappresentanti del sindacato a Messina e Agrigento, il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, decide di intervenire per verificare se vi sono i presupposti per un’azione legale.

Messina, crocevia delle mafie

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cosa nostra palermitana, cosa nostra catanese e la ‘ndrangheta calabrese

È questa la fotografia scattata dalla Direzione Investigativa Antimafia, nella sua ultima relazione semestrale presentata al Parlamento Italiano, sulla presenza delle organizzazioni criminali nel territorio della ex provincia di Messina. Tradizionalmente i gruppi mafiosi sono stati principalmente operativi nella fascia tirrenico-nebroidea, che risulta essere controllata dalle famiglie barcellonese e tortoriciana, strutturalmente organizzate e operanti in maniera del tutto omologa a cosa nostra palermitana.