Augusta: il peschereccio della morte

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Come è finita con il recupero del relitto?

Sono passati giorni dalla collocazione in una apposita area attrezzata, con una grande tensostruttura refrigerata nella rada di Augusta. Ad oggi sono stati recuperati oltre duecento cadaveri,  ormai scheletrificati, molti  i bambini. Trasportati nelle celle frigorifere per essere esaminati dai medici legali. Scene tremende ed inimmaginabili hanno “accolto” gli operatori che scandagliano i locali del peschereccio. I resti dei corpi accatastati ed avvinghiati nell’esalazione dell’ultimo respiro.

La fuga di Kibret

campi rifugiati in Eritrea, fonte web

Kibret è un ragazzo eritreo fermo alla stazione di Catania, in attesa che arrivi l’autobus per Roma.

Con sé ha soltanto un biglietto, due panini vuoti e una bottiglietta d’acqua infilati in una busta di plastica. Stamattina è scappato dalla comunità per minori in cui era ospitato.

Tutti i bambini hanno gli occhi di Favour

foto Mara Trovato

Vengono trattate come bestie, numerate e caricate sui pullman. Vengono recluse in centri di “accoglienza” in mezzo al nulla per mesi, mesi e mesi, finché non si sommano gli anni. E poi viene dato loro il diniego di rimanere in Italia e allora: clandestinità. Commuovetevi per Favour, passate una mano sulla vostra coscienza. Ma poi ribellatevi alle leggi razziste e segregazioniste dell’Unione Europea.

Inaugurazione della sede EURF a Catania: respingere gli immigrati, e anche la stampa

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Avremmo voluto esercitare il diritto di cronaca assistendo all’inaugurazione della sede Task force regionale europea per la gestione dei migranti (EURTF) nel centro storico di Catania, in via Transito 74, cui ha partecipato, solennemente immaginiamo, il ministro Angelino Alfano.

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Non si ferma l’esodo di migranti. Finiranno in un centro di accoglienza ad aspettare che il loro destino venga deciso da altri. Il Cara di Mineo è uno di questi non luoghi.

Manifestazione Euromediterranea No Frontex

a ricordo del nafragio avvenuto nel 2007 a Contrada Cittadella, Siracusa

Catania è la città che ha visto l’arrivo dei ventotto superstiti del 18 aprile 2015 sotto grandi riflettori mediatici, ed il suo porto conta trenta sbarchi, ma c’è un’altra ragione per volere qui questa manifestazione. Nel cuore del suo centro storico, l’ex monastero di Santa Chiara è diventato, per volontà politica dell’amministrazione comunale, sede operativa di Frontex, distaccamento di Varsavia. Ristrutturata a spese della Regione per diventare area culturale, a pochi passi dal Castello Ursino, viene sottratta alla cittadinanza e ai turisti per essere trasformata in zona militare.

Il cricket dietro l’angolo

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Puoi vederli nelle tiepide giornate domenicali riunirsi sotto il campanile della Chiesa del Carmelo, in piazza Carlo Alberto, la piazza da fera per tutti i catanesi: il mercato della città. Oppure ancora, in un grosso campo incolto vicino al vecchio quartiere di Ognina in mezzo a carcasse d’auto e rimorchi di autotreni.

La marcia degli scalzi approda anche a Catania

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La marcia delle donne e degli uomini scalzi è giunta sino a Catania, rimbombando come un’eco in almeno altre 60 città italiane. L’iniziativa è stata lanciata da personaggi della cultura e del volontariato che l’hanno promossa attraverso i social network dandosi appuntamento a Venezia, dove è in corso la Mostra del Cinema.