“I fatti sono fatti”

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La parabola del signor Ciancio va di pari passo con la linea editoriale del suo giornale.  Nel 1984, quando i Santapaola uccisero il giornalista Giuseppe Fava, il quotidiano “La Sicilia” parlava di microcriminalità, di delitto passionale. E scriveva che la mafia, quella vera, a Catania non esisteva, perché non c’erano i Liggio o i Riina.

Alla testa del corteo

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Il bambino pedala allegramente una ventina di metri avanti al corteo e ogni tanto si ferma e mette in mano al passante una copia dei Siciliani che è fieramente impegnato a distribuire. È un bambino del Gapa, uno di San Cristoforo, uno del doposcuola. Alle spalle, il corteo avanza lento, con lo striscione dei Siciliani in testa e un paio di centinaia di cittadini che marciano in silenzio.

Qua si continua

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“Un uomo dentro a un giubbotto di pelle con una nazionale sempre in bocca e una faccia da saraceno”. Non so se fu un caso quando in quella calda estate dell’Ottanta lo incontrammo o se fosse già scritto da qualche parte, so solo che fummo accolti con un abbraccio severo che provocò in noi soggezione e rispetto.

Chi sono i “Siciliani”

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Un elenco complicato e confuso, difficile da studiare. Ma in fondo è giusto così, perché costringe a fermarsi, almeno un attimo, su ciascuno individualmente di questi nomi. Ciascuno di essi è una vita, dei sacrifici affrontati, delle gioie, dei dolori, dei momenti difficili e di quelli lievi… Ci sono stati litigi e amori, immense solitudini e amicizie sincere; comuni donne e uomini, né eroi né fanatici, fermati più d’una volta da stanchezza o paura. Eppure la strada continua, e siamo ancora qui. Tutti, chi è in prima linea adesso e chi ha prima o poi donato un pezzetto, più o meno grande ma sempre preziosissimo, della propria vita.

Con amore, collera e speranza

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“Mille passi con Giuseppe Fava”, 5 gennaio ore 15.30 in Piazza Roma “Noi viviamo in un paese sporcato dal sangue, dalla imbecillità, dalla vanità e dalla violenza del potere. […] c’è la strafottenza politica di noi siciliani, popolo, siciliano intendo, […]

Mille passi con Giuseppe Fava

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Provate a immaginare che questo dialogo fra due ragazzi sia vero. Provate a immaginare una piazza piena di uomini, donne, ragazzi, e perché no, tanti bambini. Provate a immaginare che tutta questa gente si incammini da quella piazza verso un preciso punto della città, il luogo simbolo della lotta alla mafia.

Tre giorni di dignità

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VENITE IN PIAZZA CON NOI, il 28, 29 e 30, alle sei della sera a piazza Duomo.
Associazioni, studenti, lavoratori, disoccupati, precari, padri e madri di famiglia, cittadini.
Insieme potremo salvarci, se non avremo paura. Insieme coi “Siciliani”, una volta ancora, per denunciare i potenti, per dare orgoglio alla città.

Di nuovo in piazza con i “Siciliani”

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Per dignità di Catania, per liberare la città

VENITE IN PIAZZA CON NOI alla fine di questo mese. Associazioni, studenti, lavoratori, disoccupati, precari, padri e madri di famiglia, cittadini onesti di tutti i quartieri nostri e tutte le idee. Non perdete altro tempo, perché la barca affonda.

La verità, solo la verità

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Il lavoro di questo 5 gennaio è stato quello di cercare di riunire i movimenti sociali che lavorano nel territorio della nostra città. Lo scopo? Cercare di capire se gli uomini e le donne di questi movimenti sono capaci di fare fronte comune.