Tre nostri amici e Falcone

Via_Palermo_ct-1981_foto_giovanni_caruso_webjpg

È il silenzio dei buoni, di quelli che ci sono amici, degli antimafiosi sinceri che ci fa paura. Non si può “celebrare” Falcone senza dire apertamente “Catania” e “Ciancio”. Non dirlo significa parlar d’altro, non di Falcone.

Noi emigranti

noiemigranti

I siciliani veri, quelli che non dimenticano di avere avuto padri e nonni emigranti, salutano con affetto e gratitudine i volontari che rischiano la vita per salvare gli emigranti di ora.

Se vi si dovesse infiltrare qualche raro individuo mosso da motivi oscuri, venga fatta giustizia esemplarmente, come per i traditori dell’antimafia tipo Montante o Saguto. Ma in nessun caso si faccia confusione con i numerosissimi concittadini che tengono alta, salvando e non massacrando altri esseri umani, la bandiera d’Italia e l’umanità millenaria della nostra gente.

Chiunque cerchi pretesti per sabotare la loro opera, per motivi politici o per debolezza morale, è un complice dei trafficanti e un nemico del nostro Paese.

Seguiremo con attenzione le inchieste giudiziarie su questi temi, appena verranno iniziate e non semplicemente accennate. Confermiamo la nostra fiducia alla Magistratura nel suo complesso, presidio – da Falcone in poi – della Repubblica basata sulle leggi e i diritti umani.

Dalle città all’Europa

Europa, Mauro Biani

30 giugno 2012

Non funziona proprio più, l’Europa ufficiale. Chiacchiere, banche e sacrifici ineguali. Sta facendo più danno, all’idea di Europa, di qualunque altra cosa. Eppure di Europa abbiamo più bisogno che mai. La Francia non è più una nazione, è – nell’epoca delle Cine e delle Indie – semplicemente una città-stato. E così l’Italia, la Germania, l’Inghilterra. O uniti o niente. E uniti non vuol dire solo euro, ma proprio uno stato comune.

Catania commemora (e dimentica) Falcone

Corteo 23 maggio 2016

Nessuno può combattere la mafia col silenzio. Se Falcone fosse stato tiepido o reticente forse sarebbe stato ancora vivo, e forse non avremmo avuto nessuno da commemorare. Rinnoveremo sino allo sfinimento il nostro invito ai movimenti sociali ad alzare la testa e la voce di fronte a questi episodi, in un unico coro che possa restituirci la dignità. Noi de I Siciliani siamo stati segnalati alla Digos perché non ci siamo trattenuti tra i ragazzi con le canzoncine e i palloncini ma abbiamo preferito parlargli di ciò che sta accadendo in città. Non abbiamo commemorato in allegria perché l’ipocrisia ci intristisce.

Falcone ricordarlo non basta

Il giudice Giovanni Falcone

Dobbiamo difenderlo

Falcone, a Catania, è stato praticamente messo fuorilegge. Qui commemorarlo non basta, bisogna invece difendere il suo concreto lavoro – pagato con la vita – e il suo preciso insegnamento.

La criminalità organizzata in Italia sarà invincibile

bilancia

Le metamorfosi del crimine organizzato sono sotto gli occhi di tutti così come la sottovalutazione del fenomeno da parte delle istituzioni. Una delle evidenti cause risiede proprio nello scarso impegno dello Stato nei confronti di questa multiforme realtà criminale

Far luce sulla verità non è reato

mazzeo-antonio

“Falcone, cittadina della provincia di Messina con meno di tremila abitanti, pote­va essere una delle perle turistiche, am­bientali e paesaggistiche della Sicilia. Il territorio, però, è irrimediabilmente detur­pato da orribili complessi abitativi, alve­rari-dormitori per i sempre più pochi turi­sti dei mesi estivi”.

Il Comune di Falcone insiste: il giornalista Mazzeo va processato!

antoniomazzeo1

Il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale ordinario di Patti (Messina) ha fissato l’udienza in Camera di Consiglio, il prossimo 22 gennaio 2015, al fine di decidere sulla richiesta di archiviazione depositata dal Pubblico ministero il 7 febbraio 2013 nei confronti del giornalista Antonio Mazzeo, querelato dal Comune di Falcone per un’inchiesta pubblicata sul periodico I Siciliani giovani (n. 7 luglio-agosto 2012), dal titolo “Falcone comune di mafia fra Tindari e Barcellona Pozzo di Gotto”.

Indagato il sindaco di Falcone (Me) Santi Cirella

falcone

L’affidamento di parte dei lavori per la rimozione dei fanghi dell’alluvione del 2008 che inondò Falcone ad un imprenditore ritenuto mafioso, ha provocato l’emissione di 8 avvisi di garanzia a conclusione delle indagini effettuate dai carabinieri.