I paria della città

FotoSanBerillo

Quest’anno, a San Berillo, l’idea sarebbe di assediare tutto e lasciare che le prostitute per la fame vadano via. Il fatto è che non ci saranno problemi solo per loro, ma per molti altri. Per esempio quelli che fanno una manifestazione non autorizzata. Ma chi è che protesta? La gente che vive male nei posti dove sta, che ha bisogno di qualcosa e va a chiederla a chi ha il potere.

Catania – La fontana miracolosa

La fontana di Bianco al Tondo Gioeni - 03

Come snellire il traffico del Tondo Gioeni si sono chiesti i mobility manager dell’Università, l’ufficio mobilità del Comune, l’ufficio Traffico urbano, gli Assessori comunali. Hanno pensato a nuovi ponti, a sottopassaggi, a deviazioni, a nuove corsie. Hanno studiato le altre metropoli, le innovazioni tecnologiche ma nulla. Nessuna proposta convinceva. Nessuna soluzione sembrava adeguata. Poi il Sindaco della città, tale Enzo Bianco, ha deciso di provare a risolvere il problema del traffico a modo suo.

No allo slargo intitolato a Giorgio Almirante a S.Gregorio di Catania

Almirante

No allo slargo intitolato a Giorgio Almirante a S. Gregorio di Catania. Siano, invece e in alternativa, valorizzati gli uomini e le donne del nostro territorio che, contribuirono alla riconquista della democrazia e della libertà, sacrificando la propria vita, vittime di persecuzioni e violenze da parte della dittatura fascista.

“I fatti sono fatti”

mario-ciancio

La parabola del signor Ciancio va di pari passo con la linea editoriale del suo giornale.  Nel 1984, quando i Santapaola uccisero il giornalista Giuseppe Fava, il quotidiano “La Sicilia” parlava di microcriminalità, di delitto passionale. E scriveva che la mafia, quella vera, a Catania non esisteva, perché non c’erano i Liggio o i Riina.

Ombre sul Consiglio comunale

Consiglio comunale

La signora prefetto di Catania, Maria Guia Federico, non nega che alcuni consiglieri siano imparentati con personaggi vicini a cosa nostra ma questa parentela “non ha influenzato in nessun modo le decisioni del Consiglio comunale stesso” dice, e quindi è inutile fare altre indagini. Sulla base di cosa lo sostiene? Non ci è dato saperlo.

L’arroganza di Bianco

Intervistati - 07

“Ma senta, signor sindaco, non ci sono i presupposti per procedere. Lasci perdere…” immaginiamo così il Pubblico Ministero mentre con aria basita invoglia il sindaco Bianco a non intraprendere una causa persa. “No, no e poi no!” sbattendo i piedi “Nessuno può dire cose contro quello che faccio!

Gli ingovernabili di una città anonima

manifestazione_21_ottobre_evidenza

Gli studenti delle università e dei licei – che si definiscono “la generazione ingovernabile” – hanno sfilato in corteo in una strada che poteva essere la via Etnea, in quella che poteva essere la città di Catania, si sono “sgolati” nel recitare gli slogan contro il governo nazionale.

Tre giorni di dignità

TreGiorniDiDignita_w1

VENITE IN PIAZZA CON NOI, il 28, 29 e 30, alle sei della sera a piazza Duomo.
Associazioni, studenti, lavoratori, disoccupati, precari, padri e madri di famiglia, cittadini.
Insieme potremo salvarci, se non avremo paura. Insieme coi “Siciliani”, una volta ancora, per denunciare i potenti, per dare orgoglio alla città.

Di nuovo in piazza con i “Siciliani”

fava-scida

Per dignità di Catania, per liberare la città

VENITE IN PIAZZA CON NOI alla fine di questo mese. Associazioni, studenti, lavoratori, disoccupati, precari, padri e madri di famiglia, cittadini onesti di tutti i quartieri nostri e tutte le idee. Non perdete altro tempo, perché la barca affonda.

Catania, i soldi della mafia col bollo del comune

Villa_Pacini -  foto Francesco Nicosia

Villa Pacini gestita da un prestanome del clan Cappello

“Come mai il chioschetto è chiuso?” chiediamo a qualche anziano sulle panchine di villa Pacini. “Cose storte ci sono state! Che cosa non lo sappiamo, ma cose storte!”. Gli sguardi si incrociano pieni di diffidenza. È da mesi che il sindaco Bianco e la sua giunta sfuggono discretamente a tutte le malefatte di cui sono protagonisti. Una volta inaugurando solennemente un semaforo, un’altra volta una pista ciclabile. E intanto la città soccombe.