“E ora parliamo noi”

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“Siamo una ventina di famiglie, con quindici bambini, e occupiamo la Cattedrale…”. Disperazione, rabbia, titolano i giornali. Ma non è così. Con lucidità, ragionando, i senzacasa descrivono i meccanismi e le radici della loro emarginazione. Chi ne è responsabile. E cosa si può fare subito per rendere meno inumana la vita in questa città.

La festa nella piazza dei senza casa

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Striderà la protesta con la festa ma nessuno di coloro che ne prenderà parte, lo farà per sgarbo verso chi da un mese dorme in cattedrale perché senza casa. La piazza sarà piena di preoccupazioni, di precarietà, di miseria, che verrà dimenticata giusto il tempo dello spettacolo e degli auguri.