Il Ministro Minniti e l’elefante

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“Chiedevamo più sicurezza e finalmente è arrivata, entri pure, prego”. Col braccio destro il sindaco Bianco apre la strada al ministro e ai gorilla che si muovono verso le scalinate per la sala giunta, al piano di sopra. L’aria prima festosa si fa seria, gli assessori e i vigili scherzano poco mentre si salgono le scale. L’ospite è uno importante e non va bene far brutta figura.

Catania. Lo Stato contro la legge

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Ieri il Questore di Catania dottor Gualtieri ha ufficialmente comunicato che a far data dalle ore 17.30 di sabato 23 settembre 2017 nella città di Catania le leggi della Repubblica non vigono più; in modo esplicito, quelle che vietano le manifestazioni fasciste e la ricostituzione del fascismo, ma implicitamente anche tutte le altre. Le leggi infatti, in un Paese civile, non possono essere rispettate alcune sì e altre no: violarne una, da parte dell’autorità, significa renderle istantaneamente obsolete tutte.

Anche Crocetta da Ciancio

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Rosario Crocetta, ancora Presidente della Regione Sicilia, autoproclamatosi paladino dell’antimafia e della legalità, non mostra alcun imbarazzo a rendere omaggio all’uomo più potente della città di Catania, ricchissimo proprietario terriero, speculatore immobiliare, editore dell’unico quotidiano locale cartaceo davvero venduto in città e, dal primo giugno, rinviato a giudizio dal Tribunale di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa.

No al corteo di “ Forza Nuova” a Catania

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Il Coordinamento Regionale ANPI Sicilia esprime  assoluta contrarietà all’iniziativa del 23 settembre a Catania da parte dell’organizzazione politica di stampo fascista denominata “Forza Nuova”, con un corteo che dovrebbe interessare le principali strade cittadine e propagandato con il titolo “ No Ius soli e stop all’immigrazione”(…). Invitiamo le forze democratiche, politiche, sociali e associative, ad assumere tutte le urgenti e necessarie prese di posizione di rifiuto dell’iniziativa.

Orgogliosamente antirazzisti

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Il corteo antirazzista, partito ieri pomeriggio dal porto di Catania, è andato bene. Centinaia i partecipanti: movimenti, singoli, associazioni. Grandi i Briganti di Librino che hanno fatto da testa del corteo, coinvolgendo ragazzini di colore e ballando insieme a loro. Ma grandi anche i ragazzi del Liotru e della Piazzetta, tanti, tutti a farsi sentire.

“A San Cristoforo la mafia non esiste!”

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Famiglie mafiose che hanno sostituito lo Stato nel controllo del territorio. Fino a togliere al quartiere il diritto al lavoro, il diritto di andare a scuola o il diritto di avere spazi sociali, come piazza Don Puglisi o piazza Don Bonomo, controllate dallo spaccio gestito dalla manovalanza mafiosa. Insomma, noi poniamo un problema morale, sociale e politico, e lo facciamo con delle domande al consigliere Pellegrino.

A Fera i Liuni con morsi e azzannatine

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“Possiamo litigare io e te, può capitare, no? Ma quando io prendo un’arma per fare male, è brutto. O prendi un furgone per investire le persone: fai così la prima volta, non prendi nessuno. E allora fai marcia indietro e ci riprovi. Ma loro, tutti quelli che erano qua, hanno visto queste cose e hanno taciuto. È questo che fa male, non è bello. In questo mondo non c’è giustizia: chi ha di più, comanda. Ma non è così, non è così… Se lo faceva un tunisino, un marocchino o un egiziano era terrorista. E quindi di cosa stiamo parlando? Sempre le stesse cose”.

OMERTA’

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Non sappiamo chi sia il giovane quasi-assassino del cinquantenne, se un rampollo di mafia  (e dunque ricco) o un ragazzo sbandato che ancora qualche anno fa avrebbe potuto essere salvato. Sappiamo chi sono i vigliacchi che hanno fatto corona, in silenzio colpevole, al suo delitto e, nel cerchio più esterno, coloro – numerosissimi e perbene – che fanno corona oggi, illudendosi di essere assolti da questa o quella parola di fuggevole e pelosa “solidarietà”.

Catania – Uniti per la casa

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Il palazzo di Via Calatabiano a Catania da due anni è occupato da famiglie come quella di Mauro, che lottano per avere una casa. Un signore di mezza età e un ragazzo colorano di verde il portone di ingresso del palazzo scherzando con i pennelli in mano. Si cerca di abbellire l’edificio, e di tenere pulito il quartiere e il parco dove giocano i bambini. Antonella, sua sorella e la loro amica Debora, puliscono le panchine del parco e poi le pitturano, con l’aiuto di altri volontari. Un segno di gratitudine verso un quartiere che li ha accolti. 

La storia del sequestro “Rappa”

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È stato più volte disposto il dissequestro dei beni, reiterato il sequestro, sino ad arrivare all’ultima accusa, quella della pericolosità sociale di Vincenzo Corrado Rappa, il quale, invece che essere un soggetto pericoloso, collaborava con i carabinieri (…)