Catania – Uniti per la casa

DSC_0048

Il palazzo di Via Calatabiano a Catania da due anni è occupato da famiglie come quella di Mauro, che lottano per avere una casa. Un signore di mezza età e un ragazzo colorano di verde il portone di ingresso del palazzo scherzando con i pennelli in mano. Si cerca di abbellire l’edificio, e di tenere pulito il quartiere e il parco dove giocano i bambini. Antonella, sua sorella e la loro amica Debora, puliscono le panchine del parco e poi le pitturano, con l’aiuto di altri volontari. Un segno di gratitudine verso un quartiere che li ha accolti. 

La storia del sequestro “Rappa”

SequestroRappa

È stato più volte disposto il dissequestro dei beni, reiterato il sequestro, sino ad arrivare all’ultima accusa, quella della pericolosità sociale di Vincenzo Corrado Rappa, il quale, invece che essere un soggetto pericoloso, collaborava con i carabinieri (…)

Sturmtruppen

Sturmtruppen

Fra questi sturmtruppen c’erano anche due catanesi. Si sono imbarcati con gli altri aspiranti Ss oppure sono ancora in attesa che passi la nave dei kameraden? In ogni caso ci piacerebbe conoscere i loro nomi, per ringraziarli pubblicamente del loro valido impegno in difesa della Rozza Ariana.

Gli ecomostri di Cibali

cibali-spazi-verdi-non-fruibili-ora-bruciati-foto-©-mara-trovato

Il 10 luglio 2017 la Giunta Municipale al gran completo ha dato unanimemente parere positivo alla proposta di variante presentata dal Consorzio. Il Masterplan della variante prevede la costruzione di quindici palazzi di massimo dodici piani, un centro congressi, un’area commerciale, un residence, una struttura alberghiera, uno studentato universitario privato e migliaia di metri quadri di asfalto destinati a parcheggi. La mattina del 12 luglio, un incendio, in pieno centro città, ha incenerito diciotto ettari di verde, una delle poche aree a verde in contesto urbano rimaste.

Comunicato della redazione

giardino di Scidà

Una busta contenente una copia dei Siciliani giovani e minacce di morte è stata recapitata nel pomeriggio del 19 luglio alla sede del giornale a Catania.

Le minacce erano specificamente destinate al responsabile della redazione catanese, Giovanni Caruso, che pochi giorni prima, presentando il giornale, aveva annunciato l’acquisizione di beni confiscati alle famiglie mafiose catanesi.

Sono in corso le indagini. Non si esclude la non casualità della data.

AIUTIAMO GIACOMO!

thumbnail_PanniStesiB

Segnalateci case vivibili, in regola, con un affitto basso. Segnalateci ogni possibilità di lavoro per Giacomo che ha vent’anni ed è fortissimo coi suoi muscoli! Se avete giardini da sistemare, scantinati da ripulire, o qualcuno che vi vada a fare la spesa o qualcuno a cui lasciare il vostro cane, fatevi sentire! Abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno di tutti!

Le mani di Cosa nostra catanese su Messina

Stretto_di_messina_satellitare 2

L’operazione antimafia “Beta” del Ros dei carabinieri sgomina una cellula di Cosa nostra catanese, sovraordinata rispetto ai clan che tradizionalmente operano nei quartieri cittadini. L’indagine, avviata nel 2013, coinvolge professionisti, l’ex presidente dei costruttori di Messina, imprenditori, titolari di società, funzionari del Comune: tutti connessi da un disegno di gestione di interessi economici illeciti contrassegnati da riservatezza e reciproca affidabilità.

 

Carcere – Galera dentro, galera fuori

carcereTamburini

La via difficile della libertà È sera e Lucio aspetta davanti a un ristorante. Ha la faccia rasata da stamattina e i capelli corti e fra poco fa tre anni che è fuori dal carcere. Parla lento, si concentra, e […]

Il bouquiniste di Piazza Dante

Nello, il libraio di piazza Dante, dal 2010 vende libri usati di fronte il Monastero dei Benedettini, sede delle facoltà umanistiche catanesi. “Nella letteratura l’ho letto tante volte, anche in libri di pedagogia: è il posto dove nasci che incide sulla tua vita, quello dove cresci. Puoi avere un po’ di sensibilità in più e cercare di uscire da certe situazioni, io ci ho provato, ma sono sempre ai margini, c’è sempre un pregiudizio. Non fai parte del loro rango, non puoi stare tra loro. In altri paesi ti valorizzano e non importa da dove provieni se sei bravo. Qua invece ti trattano sempre come ‘quello che non è andato a scuola’”.