Il pentito Melo Bisognano a giudizio per false dichiarazioni

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Bisognano, come collaboratore di giustizia, si era impegnato a rilasciare dichiarazioni più favorevoli nei confronti di Marino, rispetto a quelle in precedenza rese nell’ambito dei vari procedimenti che lo riguardavano e Marino lo avrebbe aiutato a rilanciare l’attività di un’azienda, la Ldm Costruzioni Srl, costituita dallo stesso Bisognano attraverso dei prestanome nel 2013.

Mafia a Messina: riprese le udienze del processo Torrente

Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, fonte web

È ripreso il 3 luglio davanti al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, il processo Torrente che vede imputati il chirurgo Salvatore Lopes, ex sindaco del Comune di Furnari, Tindaro Calabrese, personaggio di spicco della famiglia mafiosa dei barcellonesi, il controverso collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, la sorella Vincenza, gli imprenditori Arcidiacono Leonardo, Sebastiano Geraci e Roberto Munafò. Sullo sfondo le elezioni amministrative del 2007

Al processo Torrente parla Calabrese

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“Non ho mai minacciato nessuno per le elezioni a Furnari! – ha esordito il Calabrese – Non avevo nessun interesse per Furnari”

Il quindici ottobre, in udienza a Barcellona Pozzo di Gotto (Me), il boss originario di Novara di Sicilia, detenuto all’Aquila in regime di 41 bis, ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee in merito al ruolo che, secondo i collaboratori D’Amico e Siracusa, avrebbe avuto nelle amministrative del 2007 a Furnari, Mazzzarrà e Novara di Sicilia.

Definitiva la condanna di Antonio Franco Cassata per diffamazione

Adolfo Parmaliana, foto Dino Sturiale

L’ex procuratore generale di Messina riconosciuto autore del dossier infamante sul professor Adolfo Parmaliana morto nel 2008

Dopo quattro anni di udienze, l’ex Procuratore Generale di Messina Antonio Franco Cassata è stato condannato, in via definitiva, per diffamazione pluriaggravata nei confronti del professor Adolfo Parmaliana. Ad un’ammenda di 800 euro, anche se il pm aveva chiesto una condanna a tre mesi – e al risarcimento alla famiglia da stabilire in sede civile, certo. Ma comunque una sentenza storica.

Processo Torrente: “Ci fu l’accordo tra Lopes e Calabrese”

Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, fonte web

D’amico conferma in udienza le accuse all’ex sindaco di Furnari

Un pastore e uno stimato chirurgo, entrambi con la passione per la politica. Ma il primo non è in realtà un semplice pastore. È Tindaro Calabrese, boss emergente del clan dei mazzarroti (una delle diverse diramazioni della mafia barcellonese), almeno fino all’aprile del 2008, quando la sua ascesa criminale ai vertici della “famiglia” è stata interrotta dal suo arresto nel corso dell’operazione del Ros “Vivaio”.

La mappa mafiosa della fascia tirrenica del messinese nella Relazione annuale della Dna

mappa della costa messinese

Il territorio della fascia tirrenica, da Mistretta a Barcellona Pozzo di Gotto, si legge nella relazione, si caratterizza per il “controllo virtualmente totalizzante dell’economia”, ad opera delle famiglie mafiose di Tortorici, Mistretta e Barcellona. Un controllo pieno ed incondizionato, soprattutto nel settore degli appalti pubblici che, per anni, ha costituito il principale obiettivo della mafia barcellonese come riscontrato dalle sentenze pronunciate finora.

Operazione Gotha 5: mafia, politica e affari

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I carabinieri del Ros, della Compagnia carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto e i poliziotti del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto e della Squadra Mobile di Messina, nel corso di una vasta operazione antimafia, coordinata dalla Dda di Messina hanno arrestato 22 soggetti per associazione mafiosa, estorsioni, rapine, porto abusivo di armi ed altri reati contro la persona e il patrimonio. Altre 5 persone sono state indagate e denunciate in stato di libertà per gli stessi reati.