Abusato l’ufficio? Abusata la città!

I vecchi notabili lombardiani non possono curare la comunicazione istituzionale ma possono fare i vicesindaci, gli assessori e i sostegni di Bianco

Un comunicato anonimo dell’ufficio stampa del Comune annuncia che l’accusa di abuso d’ufficio a Enzo Bianco in merito alla vicenda della comunicazione istituzionale dell’ente è stata archiviata.

Bianco-via-crociferi

“Dalle indagini – scrive anonimamente il Comune – emerge in maniera netta come il Molino – unico caporedattore nell’organico del Comune di Catania e capo dell’Ufficio Stampa fino al 2013 – fosse, prima che dipendente del Comune di Catania e giornalista, soprattutto, attivista ed esponente del Movimento per l’Autonomia – di Raffaele Lombardo – tanto da aver ricoperto per cinque anni la carica di assessore e vicesindaco di Gravina – quindici anni fa”.

In tribunale l’avvocato personale di Bianco, che è anche consulente del Comune, è riuscito a dimostrare come non si configuri l’abuso d’ufficio e come sia normale in una repubblica democratica rimuovere dal proprio incarico un dipendente a causa del suo impegno politico. I magistrati, dal canto loro, pare non siano fatti altre domande.

Non sarà quindi la magistratura a spiegare alla città come possa l’Ufficio Stampa del Comune non avere un redattore capo che firma i comunicati. Non sarà la magistratura a chiarire il ruolo di Danzuso e Iozzia al Comune di Catania. Non sarà la magistratura a capire chi scrive i comunicati stampa del Comune. Non sarà la magistratura a spiegare perché, infrangendo la legge, i comunicati dell’ufficio stampa non sono firmati.

Una cosa ha tentato di chiarire il Tribunale: che un dipendente comunale che ha fatto il vicesindaco per l’Mpa a Gravina per un periodo della sua vita non può continuare a svolgere la sua mansione al Comune di Catania, nonostante sia l’unico ad avere la qualifica per svolgerla. Però, in realtà, e forse nessuno lo ha detto ai giudici, l’attuale vicesindaco di Enzo Bianco è proprio un esponente del Movimento per l’Autonomia, come l’assessore al Commercio, come l’assessore all’urbanistica, come metà dei consiglieri comunali che sostengono il Sindaco. Ma per loro nessun problema di “rapporto fiduciario”.

Non credevamo che la magistratura potesse rispondere alle nostre tante domande sull’Ufficio Stampa. Ma lo speravamo.

Adesso, noi quelle domande non smettiamo di farcele. E continuiamo a farle alle istituzioni di questa città.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *

Si informano i lettori che i commenti troppo lunghi potrebbero essere considerati SPAM e cestinati in automatico.
Vi preghiamo pertanto di essere concisi nei vostri commenti.