“A quest’ora Pippo ci starà ridendo su”

Un sexy shop nel luogo dove fu ucciso Fava

Catania. All’altezza del numero 62 di via dello stadio la sera del 5 gennaio 1984 fu ucciso Giuseppe Fava, direttore de I Siciliani. Cinque colpi di pistola alla nuca. Mandante Nitto Santapaola, reggente dell’omonimo clan. Aldo Ercolano l’assassino. Gli studenti catanesi un anno dopo affissero lì una targa in marmo “Qui è stato ucciso Giuseppe Fava. La mafia ha colpito chi con coraggio l’ha combattuta, ne ha denunciato le connivenze col potere politico ed economico e si è battuto contro l’installazione dei missili in Sicilia”.

 
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Una volta l’anno, il 5 gennaio, i catanesi si recano in quel luogo per una manifestazione di memoria e rilancio della lotta contro la mafia. Quest’anno, al numero 62, al posto della saracinesca abbassata dell’elettrauto, manifestanti e rappresentanti delle istituzioni troveranno un sexy shop, appena trasferitosi dal numero 46. 
Insegna nera con scritta rosa. Nessuna immagine erotica ma un grande bacio stampato. “Love shop la Gatta”. “Tutte le ultime novità dal mondo”. E poi la pubblicità della cannabis tecnica, legale e senza THC. A quest’ora Pippo ci starà ridendo su” afferma divertita Maria Teresa Ciancio, Presidente della Fondazione Giuseppe Fava.
I titolari del sexy shop ci tengono a chiarire subito la loro posizione “Potrebbe sembrare oltraggioso ma solo ai bigotti. Abbiamo lasciato rispettosamente immacolata la parte del muro della nostra bottega dove è posta la targa in memoria di Giuseppe Fava” dichiara Roberto Bonaccorso, ventisette anni, titolare dell’attività. “Abbiamo pure evitato, come invece fanno altri sexy shop, di esporre immagini con riferimenti erotici, nel rispetto del luogo e della cittadinanza”. L’attività del sexy shop La Gatta va benissimo “ci siamo inventati un lavoro onesto e facciamo girare l’economia soddisfacendo una domanda sempre crescente. Siamo un’impresa di giovani e grazie a questo lavoro possiamo restare a Catania”.
Conosciamo bene la storia di Fava e, qualora ci venisse chiesto, siamo disponibili a coprire ogni insegna in occasione delle manifestazioni in sua memoria”. E lanciano un’idea. “È giusto coltivare la memoria. Ci sono tanti giovani ragazzi che prima di entrare nel negozio o vedere le insegne si fermano a guardare la targa. Si potrebbe realizzare un pannello che, oltre le targhe già esistenti, riporti maggiori informazioni sulla vita di Fava e sulle sue battaglie. Noi potremmo dare una mano”.
Non è poi così certo che quel rosa ammiccante e sexy, coi riferimenti ai giochi trasgressivi, stonerà il 5 gennaio con le corone di fiori istituzionali e le fasce tricolore, esposte ogni anno malvolentieri dalle istituzioni. “Qui ogni giorno vengono decine e decine di persone, di qualunque età, uomini eleganti e facoltosi, tante donne” dichiarano i proprietari “Le uniche cose che fanno storcere il naso sono il bigottismo e il pregiudizio, ma è solo ipocrisia”.
 “Certo il contrasto è forte” ci confida Giovanni Caruso, vice direttore de I Siciliani Giovani “Appena ci si rende conto che uno dei luoghi più importanti per la memoria antimafia della città è proprio accanto alla grande scritta sexy di un negozio di giocattoli erotici, si resta interdetti. Poi però ci rifletti e ti rendi subito conto che è solo il retaggio di un certo insopportabile moralismo che non rappresenta in nessun modo la storia de I Siciliani e di Pippo Fava. Forse il Comune non perderà occasione per richiamare al tanto declamato decoro ma non c’è a nostro avviso nulla di indecoroso in un sexy shop”.
Catania, scriveva Pippo Fava,conosce tutti i trucchi e i vizi dell’amore e te li fa assaporare.

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