A Palermo il Centro internazionale di fotografia

Letizia Battaglia “un luogo per imparare, discutere e crescere”

“L’apertura del Centro internazionale di fotografia rappresenta la realizzazione di un sogno. Un sogno politico e culturale: politico perché a Palermo è importante creare dei punti di attenzione, di ascolto e di disciplina intorno a qualcosa. Che in questo caso è la fotografia. Mentre dal punto di vista culturale, finalmente, in uno spazio così bello, potrò accogliere i grandi artisti del mondo, fare crescere artisti della nostra città e accogliere quelli che già ci sono. Sarà una sorta di ‘officina’ dove si faranno tante cose. Per me tutto questo rappresenta il punto massimo della mia vita di fotografa, di persona, di donna. Sarà un luogo dove porterò tutto il mio sapere, la mia volontà e il mio amore per questa città. Non lo avrei mai fatto a Parigi, a Roma o a Torino, ma solamente a Palermo, perché questa città ne ha bisogno ed io mi metto a disposizione”.

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A ridosso dell’inaugurazione del Centro internazionale di fotografia che si terrà domani, 16 novembre, le parole di Letizia Battaglia riaccendono speranze, gioie e dolori di questa donna a cui la città di Palermo deve molto. Ed è partendo dalla riflessione su come sia possibile tirare fuori ancora la bellezza da questa metropoli che la fotografa premiata in tutto il mondo si anima. “ È un obbligo tirare fuori la bellezza, è un nostro dovere non arrendersi mai, non ci sono dubbi per me: la bellezza la trovi, la crei, la cerchi, la inventi, nonostante tutto, con tanta fatica, ma anche con tanto entusiasmo, credendoci. E crederci è qualcosa che racchiude tante esperienze e tanto dolore. Quel dolore che c’è stato e che abbiamo vissuto. Ed è proprio in nome di questo dolore che si cerca e si trova la bellezza: perché c’è! È solo nascosta: è solo punita. Ma c’è”. Le chiedo come sia possibile lottare contro l’imbarbarimento di questa società e Letizia non ha dubbi: “Con la bellezza, con la cultura. E non è retorica. Io credo molto nella socializzazione della cultura, nel non isolamento, nello stare insieme per produrre impegno civile”.

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