2 ottobre 2003, Gaetano Marchitelli, vittima collaterale di una guerra di droga

Ha quindici anni, Gaetano Marchitelli, e per arrontondare un po’ la sera da qualche tempo fa il cameriere in una pizzeria di Bari Carbonara davanti cui il 2 ottobre 2003 avviene una sparatoria in cui rimane ucciso. In quella città non sembra esserci pietà neanche per i ragazzini, dato che già meno di due anni prima – era il 12 luglio 2001 – era stato assassinato un coetaneo di Gaetano, Michele Fazio.

Quando alle 23 di quella sera iniziano a piombare colpi d’arma da fuoco, si scatena il caos di fronte alla pizzeria. A terra rimane un quattordicenne, ferito gravamente, due fratelli maggiorenni di cui uno versa in condizioni disperate, e Gaetano, colpito alla schiena, non ce la fa. Il sospetto è che qualcuno lo abbia usato come scudo umano. Ciò che è certo è che in quei mesi, a Bari, si sta combattendo una guerra all’interno della sacra corona unita.

Dall’estate precedente, infatti, si sta lottando per prendere il controllo del traffico di droga. E quel conflitto, nel giro di poche settimane, ha già mietuto vittime, quattro, oltre al ferimento di una bambina di tre anni. Una mattanza, quella, che non deve essere dimenticata, promettono i genitori di Gaetano, Francesca e Vito, che alla vigilia del decimo anniversario dell’omicidio del figlio sono stati così descritti da Libera Puglia:

Forse nelle occasioni in cui si commemora e ricorda chi non c’è più, occorre ricordare anche chi è rimasto, chi è sopravvissuto a quella atroce morte, vivendo quotidianamente la fatica di quella privazione affettiva senza pari. Ricordare le battaglie e l’impegno dei familiari delle vittime della mafia è un nostro dovere fondamentale perché nel nostro stesso impegno quotidiano entri l’esigenza di accompagnare i loro sforzi e annullare così la solitudine a cui spesso li condanna il loro stesso dolore.

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